mercoledì 10 agosto 2011

il lavoro procede

Ciao a tutti , qui il lavoro al mattino con i bimbi procede , alcuni giochi di squadra hanno la meglio su tutto il resto , ma sono contento nel vederli giocare ore senza sentire lamenti di stanchezza e devo dire che anch'io nonostante la mia PA ballerina in via di sistemazione non perdo i colpi , oggi mercoledì ho fatto ben due ore di gioco interrotto e sono soddisfatto , piano piano i bambini e i ragazzi si lasciano più andare ed ora sono loro a venire da me per giocare per prendermi in giro , e questo mi fa solo che piacere , anche se temo il ritorno di fiamma alla partenza .....
per il resto questa sera ho cucinato per otto persone e devo dire che la pasta con i ceci è venuta discretamente bene , domani gita al parco per vedere i cosidetti lemori , una giornata di svago , e poi si ritorna al lavoro per venerdì .....
un abbraccio fraterno Maurizio

lunedì 8 agosto 2011

Domenica 7 agosto

Oggi brutta passeggiata. Stamani ottima colazione sotto casa con mega  briosche  al gelato  tiramisu’ e caffè bianco alla faccia di chi non assaggia nulla per paura di contaminazioni strane( unica mia precauzione una dose di forti ed operosi fermenti lattici)poi messa a ilena,pranzo, lettura in giardino,sbirciatina nella libreria dei camilliani e via…
Dicevamo ,brutta passeggiata,si! Perché come al solito Maurizio non è voluto uscire,lui letto.                                                      Io a giro per le strade di fianarantsoa . partenza tranquilla. Tanta gente allo stadio,tanta sui muretti delle alture intorno e davanti ai cancelli d’ingresso nel tentativo di rubare la visione del gioco. lo stadio è sempre molto frequentato e il suo ingresso,nel versante interno,usato a mò di vespasiano .Giunta alle adiacenti poste due bimbi di età presumibile 2e 4 anni mi si attaccano alle gambe,la prendo a ridere,per qualche metro li trasporto e poi con un po’ d’impegno riesco a staccarli.
Continuo.
Prendo la strada che passa davanti alla stazione degli autobus,perché già vista,perché molto trafficata anche a piedi e la presenza di persone mi dà sicurezza ma poi avanzando….rischio un attacco di panico con tanto di giramento di testa. Premetto che avevo mal di testa già da prima d’uscire.
Ma insomma. Gli uomini salutano ma si capisce fin da subito ,solo per tirarmi dentro a qualche affare che invece non ho capito,tiro lungo e per una quarantina di metri mi seguono a turni,cosa non piacevole in particolare quando sei l’unica  bianca,femmina,sola e non parli la lingua. In più consideriamo il forte odore che stavo respirando. avete in mente il retro delle feste della birra?dove da prima vanno tutti a urinare e poi a vomitare? Bene,quello era l’odore …forte,molto forte! Dovuto al fatto che qui,come dovrebbe essere chiaro i bagni sono il bordo della strada e quello,essendo il punto di fermata autobus anche a lunga tratta, è mooooolto adoperato! E sempre sul ciglio o meglio ! il ciglio della strada è la discarica,mangiatoia dell’allevamento non in gabbia degli animali da cortile e ovviamente i rifiuti….non profumano,tutt’altro. Ora! Che la strada era più o meno quella lo sapevo,in macchina c’ero passata,ma a piedi,da sola! È un’altra cosa,fidatevi!Avrei voluto fare qualche foto ma poi ho preferito tirar dritto senza correre il rischio d’offendere qualcuno,anche perché per  strada a darmi “tranquillità “c’era pure qualche stordito da…immagino alcool e poi io il tragitto non lo ricordavo proprio così e per un attimo ho pure temuto di starmi allontanando troppo.
Comunque! Passato questo tratto la salita continuava serena,qualche coppietta ,facce pulite a dar sollievo e sfondo soleggiato su prati con bimbi giocosi. L’unico sussulto (ma stavolta simpatico) quello provato mentre, attratta dalle musiche,avevo lo sguardo impegnato a frugare in una casa sul lato opposto della strada e non mi sono accorta che le pelli rosa sdraiate su un carretto in legno spinto da tre ragazzi appartenevano a due maiali vivi e vegeti e su quello legati .passandomi accanto i due animali  hanno alzato la testa e mi hanno degnata di un inaspettato saluto. Inutile spiegare che il mio soprassalto è stato evidente e i tre  malgasci si sono fatti una bella e sana risata.
Il passaggio del rientro è stato più facile, ormai il ghiaccio era rotto ma a stupirmi è stato l’accorgermi che sotto quel mucchio di immondizia,pensate principalmente a tante bottiglie di coca cola in plastica ma non solo,ci stavano delle persone. Una in particolare nella strada di rimpetto alla pasticceria della mia colazione e da sottolineare che la mia attenzione è stata attirata da tre cani che se la dormivano accanto a quella che solo in un secondo tempo,girandomi a vedere meglio il terzo cane,mi sono accorta essere una tenda abitata da una donna. Stava mangiando noccioline e mi ha salutato con un spontaneo bonjuor! Stupita io da così tanta normalità percepita in quel suo comportamento,situazione,essere.
Avevo camminato per una discarica con civili abitazioni ed attività commerciali. ora pensate a un pollo che vi mangia rifiuti ai piedi del macellaio che sta affilando la lama del coltello all’interno del suo negozio. Direttamente dal produttore al consumatore.
Rientro a casa con santa doccia e tanta MIA normalità ,film, cena e due chiacchiere ,senza dimenticare un Maurizio a cui raccontata la passeggiata e il mio “ ma perché cavoli non riesco a tapparmi a casa io!” era pronto a prendermi in giro ad ogni appiglio.
Specifico per quanto sopra scritto che per me l’impatto nel giro d’oggi c’è stato perché quel tipo di via dalle mie parti non è la consuetudine e io non sono la consuetudine qui per cui  non mi ci sentivo a mio agio e che sono l’estranea ben si  vede ma per chi abita qui è tutta un’altra storia,leggete le mie parole si!ma pensate anche al nascere con cultura diversa della gente qui.
Il programma della settimana prevede il mio utilizzo serale in cucina nel tentativo di insegnare alla cuoca qualche variante al menu’ che così dovrebbe quindi diventare se reperiamo i giusti ingredienti:
lunedì carbonara; martedì amatriciana;mercoledì omelette con piselli;giovedì maiale con patate al forno; venerdì Maurizio con piatto milanese di maiale verza e sabato da discutere il tutto in cambio di una visita ai famosi quanto per ora inesistenti lemuri e un articolo sui camilliani a fianarantsoa.
Michela

venerdì 5 agosto 2011

3 AGOSTO

Ad Ilena  tutto il giorno e tutto bene con i bimbi anche perché la provvidenza ci ha mandato suor….me ne ricordassi uno di nomi,che ha fatto davvero tanto!prendendosi in ultimo la custodia dei più piccoli  così che Maurizio è riuscito ad insegnare ai più grandi “palla prigioniera” e io a documentare.
Pranzo dalle suore,pasta con ….pomarola! ne avrei bevuto a liltri,birra e salsicce, per non smentirci,la sempre gradita banana.

Stamani nebbia,grigiore e freddo. Padre Albert  afferma con orgoglio che questo è il tempo della sua fianantsoa  augurandosi che vada peggiorando,in verità qui la pioggia sarebbe un miglioramento e io continuo a credere alle previsioni lette prima della mia partenza per cui…cadrà!
La salita al villaggio ha visto qualche difficoltà della nostra macchina da lì ho immaginato come sarebbe percorrerla con la pioggia vera e magari le gomme lise,be! Forse i racconti di rischi non sono poi tanto esagerati,aggiungendo poi alla difficoltà d’arrampicata quella di non mettere sotto uno dei tanti che la percorre a piedi, trainando magari un carretto o con dei tronchi in capo (da notare che i carretti sono spinti  con la sola forza dell’ uomo o della sua testa). Notavo questo soprattutto mentre scendevo e abbiamo dovuto accostare per far spazio ad un carretto che saliva spinto per l’ appunto dalla testa bagna,di sudore o pioggerella o tutte e due,di un tale e ho fatto il paragone con i molti di noi che si rifiutano anche solo di guardarlo per passeggio un simile percorso,mentre qui…!e come premio a casa per riprendere le forze un pugno di riso,il solito tutti i giorni.
Frad,Frad! Questo più volte m’hanno ripetuto i bimbi oggi,Freddo! Ed è nato un altro paragone tra me con il giubbetto dal pile e loro a piedi nudi con golfini lisi e poi loro hanno il moccico! Embe! Da notare ora che alcune parole coi i bimbi le abbiamo insieme imparate in tre lingue :italiano, malgascio,francese e con alcuni pure in inglese. Sicuramente la loro memoria frutterà meglio della mia!
Altra cosa da evidenziare è la mia attenzione posta su particolari quali sguardo e altro da non rendermi nemmeno conto che le persone che mi giravano a accanto e magari a passo svelto quasi saltellando erano trampolieri,si le gambe come trampoli,vittime di lebbra e mancanti di piedi e mani ma comunque autonomi  e agili.
Per parlare poi di  usanze malgascie una  che vale la pena essere evidenziata è quella di bruciare la spazzatura. Si! Non c’è problemi di inceneritori dove e sporco di  chi ?come da noi,qui fai il mucchio e dai fuoco,tieni l’organico come fertilizzante e via. Nelle strutture al pubblico trovi dei  forni che sembrerebbero da pizza invece! in terra accanto a quello dell’ospedale pubblico c’erano anche delle garze insanguinate ,ahimè! S’erano poco bruciate!

ma se sei un privato cittadino,va bene anche il bordo della strada fuori dall’uscio.
Ah! E una cosa che ho imparato.                                                                                                                                              Che ci fa un copertone di una gomma d’auto dentro una fossa d’acqua per la pescicoltura? 

 Il serpente grande! Si! Lo mettono perché così le bisce che si mangerebbero i pesci pensando sia un serpente più grande di loro non li aggrediscono. tho!
E un’altra cosa imparata? Per evitare l’evaporazione dell’acqua coprire le piantine di nuova semina con della paglia.

Ah! Solo un'altra cosa. Nostalgia di casa ogni tanto ce l ho. Quando mi passa? Quando li sento cantare! Mi fan star bene con i loro canti.

ALTARE CHIESA OSPEDALE PUBBLICO


MESSA ILENA CELEBRA PADRE ALBERT


NAVATA CATTEDRALE

QUANTI ANNI AVRA' QUESTA PIANTA GRASSA ?



Michela


mercoledì 3 agosto 2011

visita all'ospedale pubblico

Ore 6:30  Sveglia , colazione e partenza per Villaggio Ilena
0re 7:30 Arrivo al villaggio Ilena e piccolo giro ancora con P. Alber per controllare i lavori del giorno prima, si perche 12 lavoratori sono alle dirette dipendenze di P.albert e delle suore e quindi quando ci sono dei problemi vengono risolti da lui , mattinata tranquilla .
Ore 12:30 pranzo alla meson
Ore 13:30 si va all’ospedale pubblico , con P.Stefan e P.Yurec,  dista circa 5 minuti dalla meson , arriviamo e ci fanno entrare nel  cancello chiuso dal custode , giriamo all’interno sino ad arrivare di fronte alla cappella di San Camillo , anzi direi chiesa , la sfianchiamo a sinistra e scendiamo …
Parcheggiamo di fronte ad un portone dove vediamo delle persone , da li a poco P.Stefan ci racconta mentre P.Yurek si dilegua velocemente , che li in quel magazzino distribuiscono 1 kg di riso , 1kg di farina , 1 kg di zucchero , alle famiglie dei ricoverati che sono più bisognosi , che hanno molte difficoltà e già dovendo pagare per il paziente in ospedale gli rimane davvero poco , e quindi gli danno una mano , poi visitiamo subito la cappella , molto bella e capiente , il Padre ci racconta che domenica potremo vedere la messa della domenica , che raccoglie tantissima gente anche al di fuori della stessa , poi ci racconta che da quando è arrivato lui circa 30 anni fa è riuscito ad entrare in ospedale, far costruire la cappella , e poi farsi dare i magazzini , che ha trasformato nelle casette dei parenti , si perche qui il malato va assistito in tutto e per tutto ,non c’è una mensa per i malati i parenti devono cucinare per il malato e portarglielo , ma le persone arrivano dai villaggi lontani , anche ore , se pensate che per fare 400 km di strada bellissima secondo loro ci abbiamo messo 9 ore potete capire che per fare delle piste di terra battute ci vogliono giorni , e a volte anche a piedi  perche non hanno la macchina, chi è fortunato ha un motorino , il meno fortunato la bicicletta , il normale le proprie gambe e sperando siano buone,  e quindi qui trovano una stanzina per max 4 parenti , un cortile con dei braceri per poter cucinare e stare , dei bagni che ovviamente non sanno molto usare , e delle docce alle quali guardano in malo modo , si perche sono ancora abituati ad andare al fiume a lavarsi , mica come noi , acqua calda, sapone e accappatoio calda quando usciamo , loro si lavano nel fiume e vi assicuro che il colore non è dei migliori , ma torniamo alle case , trovano anche un lavatoio dove lavare i panni loro e dei malati, una sorta di albergo , ma solo per persone bisognose , il che il 90 % della popolazione , viene gestito da una signora malgascia , che in cambio della gestione si tiene una stanza senza stipendio .
Ed ecco di ritorno P.Yurek che ci porterà a visitare veramente l’ospedale , e via che si parte , abbiamo una grande curiosità, sai abituati a vedere i nostri vogliamo toccare con mano , partiamo da un bel padiglione malattie Infettive , vi do subito un assaggio di cosa troviamo all’interno

Ecco queste sono le stanze , che ne dite confortevoli e sicure per giunta , visto che ad entrarci non c’era nessuno a fermarci , anzi non ho visto proprio nessuno , ma proseguiamo , padiglione tubercolosi , e anche qui alcune foto che possono parlare da sole ….



                      Direi che il materasso anti decubito è fantastico , e soprattutto il cartone è ideale per non scaldare !
Ma continuiamo il nostro giro , passiamo padiglione malati mentale , ma non  entriamo prima che ci tengono dentro , e passiamo al padiglione maternità , dove va decisamente meglio , ovviamente ostetricie, ginecologia , ecc  tutto insieme , ma poi chissa se realmente sanno la differenza ….

Ovviamente la mamma era nel letto età presunta 16 anni , la bimba in perfetta salute alla nascita e poi chissà…


Poi si va alla sala prelievi del sangue , con annesso laboratorio e alla fine arriviamo al padiglione nuovo , dove troviamo il Pronto soccorso all’avanguardia , con carrello urgenze che straborda di materiale , ecc , e poi altri reparti di sopra, blocco operatorio al piano del ps ( l’idea c è), ma evitiamo di andare a vedere il blocco operatorio  e la ria , credo siano già sufficienti le immagini raccolte per capire di cercare di stare bene , non fare incidenti , e se dovesse succedermi qualcosa, farò il massimo per non entrare in ospedale !!!!
Ultime immagini ….

Usciamo dall’ospedale per una passeggiata alla madonna della città di fiananstoa , con un immagine della tutto chiara dell’ospedale pubblico e badate che per farsi curare bisogna pagare !!!
Opss, dimenticavo per i patiti , questa è l’ambulanza con piano traslabile e guaia a dirmi che ho dimenticato di rimettere la mascherina dell’ossigeno nella bombola portatile !!!!ovviamente per uso interno all’ospedale !

martedì 2 agosto 2011

si incomincia il lavoro

Primo giorno coi bimbi e farmacia
Come immaginavo i problemi di comunicazione coi bimbi non si son fatti tanto sentire alla fine quando io e Maurizio iniziavamo a perdere l’organizzazione il gioco l han creato loro e li abbiamo seguiti noi.
Certo a parlare la stessa lingua si potrebbe far diverso ma ……. dove sarebbe la sfida? La fatica viene anche per il fatto che sono tanti con capacità diverse anche di concentrazione e star dietro ad impegnare quasi 50 bimbi con tempi  disuguali  e abilità differenti…in due …..è stancante!
A dir il vero la prima cosa che avrei voluto fare sarebbe stato pulizia del naso a tutti,ma il quantitativo del moccio autorigenerante mi ha fatto desistere dall’intento e dopo le prime sbavate più non  lo notavo.
Il pomeriggio in farmacia.
Quando chiesi a padre Albert se avevano farmaci sufficienti per tutti mi sorprese la sua risposta decisa:SI!
Strana convinzione. Oggi nel sistemarli con metodo anche corretto,non poteva non apparire che le date di scadenza sono…..servono per catalogare. I farmaci in distribuzione hanno scadenze a partire dal 2009, qualcosa anche in più indietro,ma è quello che si ha…allora va bene! Ordiniamo il magazzino e distribuiamo.
A me pero’ la domanda nasce spontanea …. ma fan qualcosa quei preparati ?
Un grazie comunque all’impegno,mal che vada servono a far coscienza.
Note della giornata.
Un incendio sui boschi,boschi si fa ancora per dire,di ilena
250 nuove piantine andate in fumo. Già preso il reo confesso pastore che l ha acceso con imperizia.
Padre Albert ha già deciso che lo punirà facendogli fare 400 buche per i reimpianti,la sua famiglia dovrà aiutarlo,qui funziona così si va a discutere con tutto il nucleo famigliare e con tutto il nucleo si sbriga la pena,in caso contrario denuncia alle autorità locali e carcere. La pena però P.A. ancora non gliel ha comunicata,ha fissato un prossimo incontro per mercoledì,giusto per farlo riflettere e fargli un po’ di paura.
Molto simile alla storiella di Tizio e Caio che il Padre ha scritto e che torna a ripetersi,questa è la normalità qui.
Altra cosa….mi son fatta fuori un pacchetto di arachidi,meglio le nostre,come anche l’ananas! che non comprerò più e mangiato qualche malgascio biscotto tipo meringa alla cannella, che Arianna odierebbe ,comprato da Maurizio,ma anche a lui non piace.
Stasera a cena poi,frutta se così è! Nuova: canna da zucchero,si mastica,si prende il succo e sputa la parte legnosa, molto succoso ma poco saporito.
Buonanotte 
Micky












lunedì 1 agosto 2011

Ilena

Dopo la sveglia mattutina alle ore 6:00 , una lauta colazione, ci immergiamo nella realtà della Missione camilliana il villaggio di Elena .
Questo  ex lebbrosario è posto in vetta a un colle , percorrendo la strada che ci portava dalla città di fianarantsoa a lui, siamo rimasti affascinati dall’unione di cielo e terra che si poteva osservare salendo nella vallata , con le montagne ergersi sopra le nuvole sotto di noi ( maurizio sostiene che fosse nebbia, ma a me piace pensare poeticamente che fossero nuvole ) 
Ci racconta Padre Albert che la strada che ora sale a Ilena, è stata donata dalla città di Modena, con la quale hanno avviato un progetto di rinboschimento dei colli attorno , e anche se ora può apparire bella da percorrere quando il tempo è avverso  diventa molto pericolosa.
Il villaggio è da cinque anni “diretto” da suore della congregazione della Provvidenza che collaborano con Padre Albert  per lo sviluppo del territorio ma ancor più dell’educazione familiare e scolastica indispensabile per creare un progresso locale indipendente da loro e quindi in grado di sostenersi ed evolversi autonomamente sia economicamente che socialmente.
Già la Messa è stata una prima manifestazione concreta del suo operare in questo senso infatti non è  intesa come solo momento di divulgazione religiosa ma anche come aggregazione, collaborazione e confronto nelle problematiche quotidiane alla popolazione del villaggio, stimolando la ricerca di possibili risoluzioni ed interpretando un ruolo di moderatore
Sarà un caso ma da quando ci siamo noi , la chiesa è sempre  colma , la presenza del vazaha( uomo bianco ) attira? Attira attira !!! anche i ragazzi alla fine della liturgia accorrono per” prendere in giro” Michela, ma così ci permettono di fare delle foto naturali
Tornando al villaggio. negli ultimi 5 anni è stato fatto moltissimo , hanno migliorato la situazione igienica istituendo i bagni(che pero’ ancora sono poco utilizzati),dato un alternativa lavorativa di sussistenza agli abitanti,quali il vivaio e la pescicoltura per bloccare la desertificazione e il conseguente impoverimento non solo dell’ambiente ma anche degli abitanti ed intorno a queste attività hanno rinfoltito il tessuto sociale vittima anche dell’alcolismo e con l’istituzione di servizi alla popolazione quali l’ambulatorio medico e le scuole eliminato l’isolamento in cui viveva il lebbrosario.
Nuovi progetti tra cui l’allevamento,sono ora al vaglio di finanziatori , aspettando le risposte augurandosi positive! che possano permettere al villaggio di arrivare ad una attività produttiva sufficiente ad alimentarsi autonomamente .
Ottimi i limoni,per niente aspri ma anzi molto dolci!
Ma ancora tanto c’è da scoprire….il nostro giro continua!











giovedì 28 luglio 2011

siamo arrivati

Partiamo da Ora …….

La città di Antananarivo appare caotica senza un briciolo di organizzazione e di rispetto di regole , tanto che ogni secondo bisogna suonare un clacson per avvisare del nostro passaggio ,e badate! I pedoni non hanno la precedenza! ci aspettano 420km e se sono tutti così non arriviamo più…
Dopo un lungo ma emozionante viaggio  di buche  simil dirupi , frenate da cappottamento,  con  scenari collinosi e cittadini, siamo giunti  a fianarantsoa.
 il  primo a tirare un sospiro di sollievo è stato padre Albert, che per la prima volta guidava su una strada fuori dalla città per un percorso così lungo durato circa 9 ore ,nella buona parte delle quali ci siamo dovuti ancorare un po’ tra noi un po’ sul mezzo per non rovinare,causa scivolamenti continui e repentini in curva, su una signora che si era aggiunta  nel viaggio per tornare a casa.
Dal finestrino cercavamo di catturare un immagine globale dello stato della popolazione,scorgendo la loro quotidianità nel lavoro e nella vita di relazione. È stato facile accorgersi che le loro attività principali sono la produzione del mattone, l’agricoltura che nella lottizzazione della coltivazione va ad incrementare l ordine di una natura già lineare e l’allevamento .
All’ occhio saltava anche lo stato di degrado,la povertà e la mancanza di una cultura igienica-sanitaria, nella difesa  dell’individuo rispetto all’ambiente ben evidenziato dalla assenza di un sistema fognario che andasse a isolare e proteggere lo spazio di vita quotidiana da inevitabili contaminazioni sia dei generi alimentari che della persona .

EHI…….!!!!   Approposito , un saluto speciale anche alla nostra giovane compagna di viaggio che per poter studiare ha dovuto sacrificare la vicinanza della famiglia e rendendoci partecipi della sua incontenibile gioia nel rientrare in Madagascar dopo 7 anni ha reso maggiormente viva la nostra emozione …..ed è stato il migliore benvenuto.